Dieci chili sono molti da perdere in due sole settimane. Anche se la chirurgia e le pillole dimagranti sono le opzioni scelte da molte persone per perdere così tanto peso velocemente, fare dei cambiamenti alla tua dieta e al tuo stile di vita può essere altrettanto efficace e molto, molto più salutare. È importante notare che una dieta in grado di farti perdere così tanto peso non è assolutamente convenzionale e dovresti parlare con il tuo medico prima di provarla.

Ma come fare a capire se il prodotto che stiamo acquistando contiene grassi idrogenati? Bè, inutile mentire, non è semplice. Nell’Unione Europea infatti, non c’è alcun obbligo per il produttore di riportare in etichetta la presenza di acidi grassi idrogenati. Certo, se in etichetta troviamo la scritta “non contiene grassi idrogenati” possiamo ritenerci sufficientemente tranquilli, ma il problema sorge quando questa scritta non c’è.
Ed è importante sapere che tutti i muscoli contribuiscono a ridurre il grasso in tutte le regioni corporee. Ciò significa che anche i muscoli del dorso o delle spalle contribuiranno a bruciare il grasso addominale o delle natiche. Di conseguenza, una dieta con il giusto apporto di proteine, carboidrati e grassi, e suddivisa in sei piccoli pasti, contribuirà a mantenere tonici e attivi tutti i muscoli e a bruciare l’adipe di ogni distretto corporeo, anche quello addominale, a tutto vantaggio della tonicità della pancia.
Gli abiti da sposa classici sono i vestiti tradizionali, gli abiti da sposa principeschi per antonomasia, quelli che tutti conoscono. Abiti da sposa classici, però è una definizione generica per identificare una serie di altri modelli, tutti con un punto in comune: si tratta di abiti da sposa ampi, con un bustier più o meno strutturato, gonna lunga e talvolta un leggero strascico.
L’abito da sposa sottoveste è una variante dell’abito da sposa a tubino, con cui ha in comune la mancanza totale di volume. La differenza è nel tessuto e nella struttura: l’abito da sposa sottoveste scende lungo il corpo in maniera morbida e scivolata, proprio come il capo di lingerie da cui prende il nome e il tessuto in cui è realizzato, leggero e lucido (spesso seta, raso o duchesse) avvolge la silhouette della sposa come una seconda pelle, evidenziandone le forme più pronunciate. L’abito da sposa sottoveste è essenziale, certo, ma estremamente elegante, reso incantevole anche dall’ampia scollatura che evidenzia le forme del seno e dalle spalline sottili che, spesso, sulla schiena, sono arricchite da strass e dettagli luminosi o ricami in pizzo.
Gli abiti da sposa classici sono i vestiti tradizionali, gli abiti da sposa principeschi per antonomasia, quelli che tutti conoscono. Abiti da sposa classici, però è una definizione generica per identificare una serie di altri modelli, tutti con un punto in comune: si tratta di abiti da sposa ampi, con un bustier più o meno strutturato, gonna lunga e talvolta un leggero strascico.
5) Esami e referti. Parametri ematici alterati (emoglobina glicata, rapporto colesterolo totale/LDL, trigliceridi, transaminasi ecc), in aggiunta ai punti di cui sopra, concorrono ad aumentare il rischio. Queste tematiche vanno approfondite con il medico curante, il quale ha l’importante compito di stabilire se c’è la possibilità di agire semplicemente modificando lo stile di vita prima di passare a terapie farmacologiche.
Potresti persino eliminare del tutto i carboidrati. Diciamo la verità: perdere 10 chili in due settimane è un'impresa titanica. Per mandare il tuo corpo in chetosi, ovvero lo stato in cui consuma i depositi di grasso e non di glicogeno (che sono esauriti), dovrai seguire una dieta poverissima o priva di carboidrati. Oltre a non mangiare dolci, dovrai evitare verdure che contengono amido (patate, zucche, carote), cereali integrali (quinoa e riso integrale) e frutti zuccherati, come banane, arance e mele.

Quando si parla di grasso (o adipe) corporeo, di solito si pensa che quanto più questo tessuto è abbondante, tanto maggiore è il rischio di incorrere in patologie. Questo è vero solo in parte. Infatti, ciò che conta di più ai fini della valutazione del rischio per la salute è il tipo di grasso e la sua distribuzione, non la quantità assoluta. Pertanto, una persona meno grassa di un’altra, ma con una localizzazione e una distribuzione del grasso più sfavorevole, potrebbe essere più a rischio, anche se questa persona è normopeso.
«A livello di comportamento alimentare è più rischio l’uomo che consuma bevande zuccherate al posto dell’acqua, che consuma abitualmente bevande alcoliche, o che ha una dieta con predilezione iperlipidica, cioè con cibi grassi (formaggi, insaccati, maionese, creme, dolci come mascarpone o creme a base d’uova). – aggiunge Cancello – L’altro fattore che incide molto sull’insorgenza della pancia ha a che fare con l’avanzare dell’età.»

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